Città eterna, Attesa eterna

Roma, stazione Termini, domenica scorsa intorno alle 18. Decine di passeggeri in attesa di un taxi. Il taxi infatti è soltanto uno (cliccare sopra le immagini per ingrandire).

Quali altri poteri

Gli animi della politica sono agitati dopo la tragedia di domenica scorsa, quando in un campo nomadi alla periferia di Roma quattro bambini hanno perso la vita in una baracca distrutta da un incendio. La Stampa oggi pubblica alcune notevoli considerazioni che saranno utili al sindaco di Roma.

Il sindaco Alemanno si è lamentato, ieri, per gli impedimenti burocratici che avrebbero ostacolato una da lui auspicata accelerazione della politica di sgomberi (…) Ebbene, … mi pare che il sindaco dimentichi che in Italia vige ufficialmente, dal maggio 2008, uno «Stato di emergenza in virtù della presenza delle comunità nomadi» che conferisce – sulla base di una legislazione di protezione civile concepita per i disastri naturali – dei poteri straordinari ed eccezionali

In metrò in mutande

Domani, 9 gennaio, si svolge in molte città del mondo la No Pants Subway Ride 2011, una manifestazione globale per promuovere l’uso dei trasporti pubblici. In decine di città del mondo i passeggeri se ne vanno in metropolitana a gambe nude. In Italia aderisce Milano. A Roma la manifestazione non c’è. Mancano i passeggeri? Mancano le mutande? O manca un sistema di trasporto pubblico che metta voglia di promuoverlo gratis, anche se per scherzo?

Un folle pomeriggio di ordinaria sanità romana

(Pubblichiamo la testimonianza che ci è stata mandata via e-mail da Pierluigi, un nostro lettore ed amico)
 
Sono le due e mezza di un qualsiasi pomeriggio piovoso di mezzo autunno quando con mia moglie e la nostra piccina varchiamo la soglia del pronto soccorso. La pediatra ci ha consigliato di non trascurare un respiro divenuto improvvisamente quasi sibilante, e di recarci al più vicino ospedale per il necessario trattamento a base di cortisone e di inalazioni liberatorie delle vie respiratorie, giovani di appena due anni.
Il pronto soccorso pediatrico vicino casa ha la particolarita’ (ne avremmo scoperte diverse altre) di essere ospitato in una mastodontica struttura priva pero’ del relativo reparto per i piccini bisognosi di ricovero.
Veniamo accolti e quasi subito visitati nel “box pediatrico” all’interno di una stanza di una quindicina di metri quadri, con due lettini per le visite ed un’infermiera centralinista-tuttofare che risponde ad un telefono indomabile con un perentorio “Polivalente!”. Continua a leggere