L’Italia non è un paese per bimbi

“Non credevo ai miei occhi, non avevo coscienza della drammaticità di questi dati”. Così il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato il Rapporto “Bambini e adolescenti ai margini” presentato questa mattina a Montecitorio dall’Unicef (nella foto Atlantis, Fini con il presidente di Unicef Italia Vincenzo Spadafora). Il Rapporto, curato dal Centro Ricerca Innocenti di Firenze, presenta una panoramica delle disuguaglianze nel benessere dei bambini in 24 dei paesi più ricchi del mondo. L’Italia figura tra i paesi che lascia più indietro i propri bambini e adolescenti per quanto riguarda il benessere materiale (21° posto su 24), l’istruzione (21° posto) e la salute (penultimo posto).  L’Italia si trova in compagnia di paesi come gli Stati Uniti, la Grecia, il Belgio e il Regno Unito. Solo un  numero limitato di paesi (Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svizzera) si distinguono nell’impegno a non lasciare i bambini ai margini della società. “Sono dati assolutamente preoccupanti”, dice Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, il quale ha ribadito la necessità di un Piano nazionale per l’infanzia più volte promesso dal Governo. Per Fini sono necessarie tre cose: un uso più mirato delle risorse, più sinergie fra i vari livelli istituzionali, precise strategie di intervento.