Si può fare!

Dare una scossa all’informazione. Ridurre la presenza dei politici: sui giornali, alla radio, in televisione. Rimettere al centro dell’informazione i lettori, la nostra vita, i nostri problemi – ciò che davvero interessa al pubblico. Allineare la copertura dei fatti politici agli standard del migliore giornalismo internazionale. Si può fare?

Da che parte stare?

“… parlare della crisi dei giornali come se si trattasse di un evento puramente economico lascia in ombra il fatto che le crisi dei giornali di carta son servite per fare uscire dal mercato del lavoro molti giornalisti; per ridurre il potere contrattuale dei giornalisti; per tenerli sotto ricatto con la minaccia della perdita del posto di lavoro; per far carico allo Stato di costi che in qualche caso, posso immaginare, saranno anche stati dipendenti da inabilità gestionali più che dalla congiuntura economico-astrale …”

Dall’intervista a Federica Sgaggio, autrice di:

Il paese dei buoni e dei cattivi
Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare
Minimum Fax

Di stage in stage

“Molti datori di lavoro nemmeno sanno se il modo in cui impiegano i loro stagisti sia legale oppure no”. Ross Perlin ha scritto un libro, “Intern Nation”, dedicato a un mondo che sempre più fa ricorso al lavoro gratuito di giovani che sperano di ottenere in cambio formazione e accesso a possibilità di impiego – ma alcuni passano da uno stage a un altro. Non succede solo in Italia, dove già è uscito un libro sul tema, con tanto di osservatorio permanente online sul fenomeno: succede ovunque, si legge sull’Economist.