“Vogliamo un’Italia più moderna. Non guerre ideologiche e ottuse. Che avrebbero conseguenze molto gravi.”
Maurizio Gasparri, presidente dei senatori PDL.
Si può fare!
Dare una scossa all’informazione. Ridurre la presenza dei politici: sui giornali, alla radio, in televisione. Rimettere al centro dell’informazione i lettori, la nostra vita, i nostri problemi – ciò che davvero interessa al pubblico. Allineare la copertura dei fatti politici agli standard del migliore giornalismo internazionale. Si può fare?
Da che parte stare?
“… parlare della crisi dei giornali come se si trattasse di un evento puramente economico lascia in ombra il fatto che le crisi dei giornali di carta son servite per fare uscire dal mercato del lavoro molti giornalisti; per ridurre il potere contrattuale dei giornalisti; per tenerli sotto ricatto con la minaccia della perdita del posto di lavoro; per far carico allo Stato di costi che in qualche caso, posso immaginare, saranno anche stati dipendenti da inabilità gestionali più che dalla congiuntura economico-astrale …”
Dall’intervista a Federica Sgaggio, autrice di:
Il paese dei buoni e dei cattivi Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare Minimum Fax
Di stage in stage
“Molti datori di lavoro nemmeno sanno se il modo in cui impiegano i loro stagisti sia legale oppure no”. Ross Perlin ha scritto un libro, “Intern Nation”, dedicato a un mondo che sempre più fa ricorso al lavoro gratuito di giovani che sperano di ottenere in cambio formazione e accesso a possibilità di impiego – ma alcuni passano da uno stage a un altro. Non succede solo in Italia, dove già è uscito un libro sul tema, con tanto di osservatorio permanente online sul fenomeno: succede ovunque, si legge sull’Economist.
Nuovo cinema afghano
Tra il 1996 e il 2001 in Afghanistan il regime dei talebani ha messo al bando l’industria cinematografica. Questa galleria della Zeit racconta uno dei primi set aperti dopo la cacciata dei talebani da Kabul.

L’Italia che sta con Breivik
Al Jazeera ha fatto un pezzo dove pare che in Italia siamo tutti d’accordo con Borghezio, che è d’accordo con Anders Breivik. Bisogna ammettere che in parte è vero, visto che per diventare eurodeputati come Borghezio e Speroni, e per andare al governo come il loro partito, servono tanti voti.
Dieci anni che non sono passati
Per chi non c’era, qui c’è la puntata di Un giorno in pretura sui processi per i fatti di Genova 2001.
Quanto ci devono gli USA
L’Italia possiede 24,8 miliardi di debito USA. Qualunque cosa significhi, tra tutti i paesi creditori è l’unico a non avere accresciuto la cifra negli ultimi dieci anni. Il grafico del Washington Post sul debito USA è da premio. (Bisogna andare sul sito per farlo funzionare. )

Metalli preziosi
Senti questo, pensa a un film
Judd Greenstein se la comanda a New York. Compositore leggero, esponente di un movimento che va sotto il nome di indie classical - parlando con decenza.

“… parlare della crisi dei giornali come se si trattasse di un evento puramente economico lascia in ombra il fatto che le crisi dei giornali di carta son servite per fare uscire dal mercato del lavoro molti giornalisti; per ridurre il potere contrattuale dei giornalisti; per tenerli sotto ricatto con la minaccia della perdita del posto di lavoro; per far carico allo Stato di costi che in qualche caso, posso immaginare, saranno anche stati dipendenti da inabilità gestionali più che dalla congiuntura economico-astrale …”