Atlantis conferma: a Parigi ci si imbarca col coltello

Ci si chiede come sia stato possibile, per un passeggero kazako fuori di testa del volo Alitalia Parigi-Roma, salire a bordo con un coltellino in tasca. Bene, Atlantis può testimoniare che negli aeroporti di Parigi si può salire a bordo di un aereo con in tasca un coltellino svizzero del tipo mostrato in questa foto (lo stesso usato per minacciare una hostess sul volo Alitalia). Poco più di un mese fa abbiamo passato i controlli di sicurezza all’aeroporto di Orly e nella tasca della giacca giaceva dimenticato il coltellino che appare in questa foto. La giacca è stata deposta sul nastro per i controlli, ma nessuno degli addetti alla sicurezza ha notato il coltellino durante il passaggio ai raggi X. Invece ci è stata aperta la borsa per ispezionare con cura insignificanti e regolamentari boccette di liquidi.

Un audioreportage dalla Tunisia a Radio3Mondo

Costruire la democrazia in Tunisia

La rivoluzione dei gelsomini ha innescato scintille di speranza in tutta la Tunisia. La febbre di liberta’ ha contagiato giovani, anziani, ricchi e poveri. Roberto Zichittella in un viaggio nella Tunisia del dopo Ben Ali ha realizzato un audioreportage attraverso le storie e le opinioni di chi si impegna per la costruzione di un nuovo paese. Selma Jabbes, direttrice di Al Kitab, la libreria che si trova nel cuore della citta’, Ayoub, studente incontrato sull’Avenue Bourghiba, teatro delle grandi manifestazioni che hanno portato alla caduta del regime, padre Jean Fontaine, un religioso della congregazione dei padri bianchi che vive in Tunisia da oltre mezzo secolo e il vescovo di Tunisi Maroun Lahham. E poi attraverso le testimonianze di Zakia Hadiyi, giornalista di Radio Kalima, e Walid Sultan Midani di Tunisian Reporters Agency un interessante scorcio sulla rinascita dell’informazione tunisina, uno dei settori piu’ sacrificati dal muro della censura ai tempi di Ben Ali.

Su Radio3Mondo alle 11,30

Tre anni con Atlantis

Questo blog, Atlantis, ha compiuto tre anni di vita in questi giorni. Siamo nati un po’ per gioco e un po’ per scherzo, ma andando avanti ci abbiamo preso gusto e,dopo tre anni,siamo ancora qui. Per celebrare l’anniversario diamo qualche numero.
Fino ad oggi il blog è stato visitato oltre 115 mila e 200 volte. Il record di visite giornaliere (548) c’è stato il 19 aprile 2010. In totale abbiamo pubblicato 1.497 post (compreso quello che state leggendo). Il post più letto di sempre è Bruno è troppo avanti (2.219 visite), seguito da Dove volano le rondini (2.108), Chabal il più amato dai francesi (1.975), L’ano che verrà… (1.598), Matteo Pagani il globetrotter umanitario (1.553).
Continuate a leggeerci in tanti anche nel 2011. Cercheremo di fare del nostro meglio per suscitare il vostro interesse.Grazie a tutti e cari auguri per l’anno nuovo.
Buon 2011 da Gaetano e Roberto.

Un ministro sull’orlo di una crisi di nervi

“Ma lei è un ministro….”. Forse gli urlacci di Ignazio La Russa hanno coperto le parole sconsolate che lo studente intervenuto ad Annozero gli ha rivolto nella puntata del 16 dicembre. “Ma lei è un ministro…” Sì, un ministro della Repubblica non può esibirsi in modo così sguaiato e volgare davanti alle telecamere. Neppure quando può avere qualche ragione. Purtroppo non è la prima volta che La Russa perde la testa pubblicamente. Già un’altra volta qualcuno gli ricordò in diretta che era un ministro della Repubblica.  Fu Rosy Bindi e accade su Rai3, quando La Russa si mise a sbeffeggiare Conchita De Gregorio, direttore dell’Unità, chiamandola “Conchitina”. E ci ricordiamo di quando, il marzo scorso, La Russa si improvvisò buttafuori da discoteca e cacciò un giornalista freelance che faceva domande scomode durante una conferenza stampa di Silvio Berlusconi?
Non c’è nulla da fare. Nonostante gli sciacqui e risciacqui con l’acqua di Fiuggi, alla fine, sotto sotto, quando gratti spunta sempre il nero.

Letterina

Caro Di Pietro,
In un’intervista al Corriere della Sera oggi fai mea culpa. Ma non basta. E no. Come scrivevamo ieri, dovresti spiegare dove prendi la gente che porti in Parlamento, come la scegli. Oggi ti dici dispiaciuto di quello che è successo, dei due deputati del tuo partito che hanno dato al governo due dei tre voti che gli hanno consentito di sopravvivere. Insomma, se quei due voti fossero andati dall’altra parte, oggi avremmo una maggioranza diversa. Ed è un film già visto. Già in passato ci sono stati deputati tuoi che hanno fatto il salto, in modo decisivo. E allora: chi, cosa, garantisce che il tuo partito non lo faccia ancora? Che non continui a offrire, attraverso i suoi deputati, altre occasioni d’oro alla classe politica che dichiara di voler combattere? Serve quindi qualche spiegazione sul metodo: Di Pietro, come scegli i tuoi deputati? Chi te li presenta? Come verifichi il loro curriculum? In base a cosa hai stabilito che Razzi e Scilipoti, che oggi hai definito “privi di strumenti culturali”, fossero degni di sedere in Parlamento? Intendi completare la tua autocritica con una dettagliata spiegazione di come sceglierai i tuoi prossimi deputati, per evitare che succeda ancora, ammesso che qualcuno intenda ancora votare il tuo partito?
Fiduciosi in una risposta molto presto,
Atlantis.

Un folle pomeriggio di ordinaria sanità romana

(Pubblichiamo la testimonianza che ci è stata mandata via e-mail da Pierluigi, un nostro lettore ed amico)
 
Sono le due e mezza di un qualsiasi pomeriggio piovoso di mezzo autunno quando con mia moglie e la nostra piccina varchiamo la soglia del pronto soccorso. La pediatra ci ha consigliato di non trascurare un respiro divenuto improvvisamente quasi sibilante, e di recarci al più vicino ospedale per il necessario trattamento a base di cortisone e di inalazioni liberatorie delle vie respiratorie, giovani di appena due anni.
Il pronto soccorso pediatrico vicino casa ha la particolarita’ (ne avremmo scoperte diverse altre) di essere ospitato in una mastodontica struttura priva pero’ del relativo reparto per i piccini bisognosi di ricovero.
Veniamo accolti e quasi subito visitati nel “box pediatrico” all’interno di una stanza di una quindicina di metri quadri, con due lettini per le visite ed un’infermiera centralinista-tuttofare che risponde ad un telefono indomabile con un perentorio “Polivalente!”. Continua a leggere